
Si annuncia quindi una estate 2013 romana all’insegna del sound electro più amato dalla stessa netgeneration. I Depeche Mode, molti album all’attivo, praticamente con i già Maestri tedeschi Kratwerk (di Ralf Hutter, Florian Schneider) compongono -appunto- da decenni- la colonna sonora del nascente Home Robot, la poetica sonora dell’era postmoderna e di Internet.
Orbital, Chemical Brothers, Mouse on Mouse ecc. (molta techno, ambient, industrial….) sono tutte clonazioni creative del Robot pop dei Kraftwek e dei Depeche Mode (anche Devo, John Foxx e Gary Numan).
Un robot o technopop originario, tuttavia, certamente molto più umano e potenziante, nonostante certe apparenze sempre primordiche, rispetto al pur ammaliante suono elettronico, storicamente più recente, più mimimal e “acido” o “liquido” (ad esempio Computer Love dei Kraftwerk e Blank Celebration dei Depeche Mode, tra moltissmi ormai, electro-klassic…)
Se per i Kraftwerk, persino la critica specializzata e non solo ha parlato di Nuovi Umanisti, evocando McLuhan, certamente i Depeche Mode, che evocano Bill Gates, da subito hanno innestato nella musica elettronica (nata come musica sperimentale contemporanea e-o cosmica- da Stockhausen a Klaus Schulze o Tangerine Dream) una sorta di loisir non stop, l’home ludens del 2000 che gioca con il computer mondo e danza alla consolle e nei “futuri” rave.
Va da sé: se il 2012 è stata una nuova stagione leggendaria per la band tedesca, celebrati anche nel tempio dell’arte contemporanea, al MoMa di New York, non ultimo con l’annuncio di un imminente nuovo album, il 2013 si annuncia altrettanto spettacolare per i Depeche Mode, nuovamente alla conquista della Capitale (anche nel 2009 con il …Tour of Universe).



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